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Marzo 2019

    Frammenti Di Diario

    Djerba il Mio Paradiso Accessibile

    Oggi vi vorrei parlare di un posto per me importante che mi ha lasciato tanto e che è meraviglioso. Questo posto è la mia tanto amata DJERBA, un paradiso accessibile dove vorrei tornare.

    Djerba è un’isola al largo della Tunisia. E’ nota per le spiagge mediterranee e le bianche città del deserto segnate dall’influenza di berberi, arabi, ebrei e delle culture africane. Houmt Souk è la città principale, conosciuta per i suoi mercati di artigianato, come porto di pesca e per la fortezza del XVI secolo, Borj El Kebir. A sud c’è la sinagoga di El Ghriba, luogo di pellegrinaggio per gli ebrei del Nordafrica. Ci vivono 163.726 persone

    Sono stata a Djerba la prima volta nel 2009 e poi nel 2014.  E’ stato un paradiso per i miei occhi e per la mia anima. Avete presente un posto lontano da casa ma che ti fa sentire a casa? Ecco, io tutte le due volte ho pianto per tornare a casa fate voi. La mia amata DJERBA non si è mai smentita: le persone sono state molto accoglienti con me e mi hanno trattata sempre come una principessa, sia le persone tunisine che lavoravano nel villaggio, sia gli animatori che tutto il personale.

    Ho soggiornato in un villaggio turistico che nel 2009 era della Ventaglio e si chiamava Ventaclub Helios, all’epoca era uno dei  villaggi piu accessibili  della Tunisia. Poi divenne, nel 2014,  della Going e cambiò nome in Vinci Helios Club. In questo villaggio non ho trovato barriere architettoniche.

    In teoria da maggio in poi il tempo dovrebbe essere caldo e molto soleggiato, ma nella settimana in cui sono stata io, a maggio, purtroppo ho trovato pioggia e anche un po’ di freschino. Vi consiglio di non andare all’inizio di maggio ma di aspettare verso metà o fine mese.

    In questo villaggio mi sono trovata molto bene. Ho conosciuto diverse persone, animatori fantastici. Ogni sera c’era una serata a tema diversa: serata elegante, serata tunisina, serata in bianco, ecc.
    Per quanto riguarda le barriere architettoniche dentro il villaggio non ce ne sono, le camere sono attrezzate, i bagni molto grandi, per andare in spiaggia c’era la passerella e ovviamente i disabili in prima fila. Se una persona non disabile si metteva al mio posto il bagnino della spiaggia gentilmente faceva vedere alle persone che quella postazione era per disabili e chiedeva di spostarsi.
    Non è stato sempre così scontato che le persone si spostassero senza lamentele: il più delle volte si lamentavano. Per entrare in acqua c’era la job.

    Il mare l’ho trovato molto bello alcuni giorni limpido, altri meno e con le alghe.

    Come vi dicevo, Djerba mi è rimasta nel cuore perché lì mi sono sentita una vera principessa, mi sono sentita a casa mia. Dal cameriere che appena mi vedeva entrare mi accompagnava per farmi vedere che aveva già messo i fiori sul tavolo, o per metterci l’acqua nei bicchieri, alle ragazze delle pulizie che sui letti mi facevano trovare decorazioni fatte con gli asciugamani.

    Quando sono andata la prima volta a maggio il mio papà non è potuto venire per problemi di salute, quindi al suo posto, insieme a me, mia mamma e mia sorella è venuto il mio zio preferito, zio Franco che mi ha fatto divertire come una pazza.

    Ti voglio bene zione mio

    Grazie a lui ho girato il villaggio come se non ci fosse la mia carrozzina, andavamo ovunque, abbiamo fatto amicizia con tutti, persino con i gatti che puntualmente ci aspettavano al bar per vedere se riuscivano a mangiare qualcosa. Tutti i giorni si faceva aperitivo e siccome noi italiani eravamo davvero pochi gli animatori erano tutti per noi, così ho fatto amicizia con tutti ma con alcuni in particolare. I miei preferiti si chiamavano Francesco, Alfonso, Caterina e Davide e con alcuni di loro sono rimasta in contatto e ogni tanto sui social ci facciamo un saluto.

    Dopo diversi anni sono tornata a Djerba in un altro villaggio, chiamato Iliade, anch’esso super attrezzato e super tutto.

    Ad oggi, dopo la crisi stratosferica e mediatica che ha colpito il Mediterraneo, in Tunisia molti villaggi sono abbandonati e chiusi e questo mi dispiace molto perchè Djerba resterà la mia seconda casa, il mio paradiso accessibile.

    Scusate se questo articolo è un tantino lungo ma ho voluto parlarvi oltre che dell’accessibilità del mio affetto speciale per questo paradiso

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