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Cultura Generale

Dialogo Nel Buio

Ciao ragazze, come va? Scusate l’assenza ma sto avendo un po’ di cambiamenti sia a livello lavorativo che a livello dell’aspetto del mio blog. Finalmente sono riuscita a trovare una soluzione per i miei progetti in modo da dedicarmi alla scrittura.

Oggi vorrei parlarvi di un’esperienza che ho fatto con la mia amica Francy, in realtà io l’avevo già fatta ma era un regalo per lei. Quello di cui sto parlando è di un dialogo nel buio. Sapete cos’è e dove si trova?

Dialogo nel buio si trova in via Vivaio 7, 20122 Milano (MI) presso l’istituto dei ciechi.

Si tratta di un luogo in cui adolescenti, famiglie ed organizzazioni aziendali vivono un’esperienza che li cambierà per sempre.

Visitare Dialogo nel buio o partecipare ai suoi workshop non significa giocare a fare il cieco. Chi vive per qualche ora nel buio, potrà vedere di più dentro di sé e dentro gli altri.

Dialogo nel Buio è una mostra/percorso organizzata a Dicembre 2005 dall’Istituto dei Ciechi di Milano. Ma vediamo dove nasce:

Questa mostra nasce dall’idea di Andreas Heinecke, un giornalista tedesco a cui, nel 1986, fu richiesto di sviluppare un programma formativo per un collega che aveva perso la vista. Al primo incontro, Andreas si sentì turbato ma rimase affascinato dal mondo dei non vedenti. Così nel 1986 ideò “Dialogue in the Dark”, in cui parla del suo giro del mondo, nel 1988, tra i più famosi musei ed è diventato addirittura un marchio registrato.

Nel 2003 Dialogo nel buio viene allestito a Palazzo Reale a Milano, dove riscuote un grandissimo successo, grazie ad un afflusso di 34 mila visitatori in soli 4 mesi.

Nel 2005 l’Istituto dei Ciechi di Milano ha aperto Dialogo nel buio all’interno del proprio complesso destinando 700 metri quadri all’allestimento della mostra.

Dopo 23 anni di vita, Dialogo nel buio è presente in tutto il mondo con una ventina di location ed ha dato vita ad un network standard che ne fa un sistema collaudato.

Questo percorso è totalmente privo di luce, in modo che i visitatori per esplorare gli ambienti, devono affidarsi esclusivamente ai sensi del tatto, dell’udito, dell’olfatto e del gusto. Un’esperienza che c’insegna un altro modo di “vedere”.

Prima di entrare nel percorso, ti fanno entrare in una stanza semibuia dove una guida vedente spiega cos’è dialogo nel buio ma soprattutto come orientarsi con i bastoni bianchi per non vedenti.

Poi si entra con la guida non vedente ed il percorso dura oltre un’ora nella totale oscurità; che trasforma una semplice passeggiata in giardino, un andare al mercato o il sorseggiare una tazza di caffè, in un’esperienza straordinaria.

Chi ha avuto modo di intraprendere questo percorso racconta di aver vissuto qualcosa di unico, che ha cambiato il proprio modo di pensare.

Il percorso viene fatto in gruppi di massimo 8 persone ed i visitatori compiono un percorso nel buio della durata di 1 e 15 minuti.

Si passa per alcuni luoghi che richiamano situazioni di vita quotidiana, tutte diverse, da scoprire attraverso i sensi ed il dialogo con la guida non vedente, svelando «un altro modo di vedere». Dopo aver attraversato i diversi ambienti, l’ultima tappa è un bar dove (sempre nell’oscurità più totale) si commenta l’esperienza vissuta.

Attenzione

Non è una simulazione di come vivono le persone affette da cecità o ipovedenti ma si vuole fare provare alle persone come vengono vissuti i piccoli attimi di vita quotidiana.

Un buio così profondo disorienta, sconcerta a chi è abituato da sempre a fare affidamento sulla vista. Ma è anche l’occasione per scoprire nuove dimensioni, in modo sorprendentemente semplice. Non si tratta di scoprire una realtà differente, è piuttosto una riscoperta, con modalità diverse, dello stesso mondo che già conosciamo. Nel buio anche il caffè ha un altro sapore ed una rosa un altro profumo.

Dialogo nel Buio c’invita a sperimentare come la percezione della realtà e la comunicazione possono essere molto più profonde ed intense in assenza della luce.

Cosa insegna questa esperienza?

Incredibilmente, il buio si svela in un luogo in cui ci si sente liberi dalla emozioni negative e più propensi al dialogo verbale: il buio, nell’immaginario collettivo, non è più considerato come ciò che imprigiona, come ciò che nasconde e circoscrive, ma si rivela, sorprendentemente, una dimensione di assoluta libertà.

Personalmente questa esperienza (pur avendola fatta due volte) mi ha entusiasmato tanto.

Ad un certo punto mi sono ritrovata con gli occhi chiusi, non so se è stato un bene o un male, avevo una guida jolly che mi ha guidata per tutto il percorso, mentre gli altri sempre in gruppo, avevano un’altra guida.

Ad un certo punto la mia guida ha preso le mie mani e mi ha fatto toccare erbe aromatiche e con l’olfatto dovevo cercare di capire cos’erano. Quando siamo andati al mercato sempre al buio, con il tatto e l’olfatto ho dovuto capire che frutta era. Ecco, per me questo è stato il momento più emozionante perché io non posso muovere le mani quindi non ho mai toccato della verdura o della frutta con le mani ed è stata una scoperta positiva. Ho regalato questo percorso alla mia amica Francy perché ho pensato che lei potesse cogliere ancora di più il significato della vita; d’altronde lei è un’amica speciale per me e sapevo che poteva cogliere i valori di questa esperienza. Lo consiglio a tutti, grandi e piccini.

Il costo del biglietto varia, dipende se ci sono minori disabili o adulti all’atto della prenotazione. Mi raccomando, fate presente se ci sono persone disabili.

La vita anche per chi non vede non è vuota né triste. Ma semplicemente diversa per alcuni aspetti.

Troverete tutte le info su questo sito.

Grazie Amica mia, per aver vissuto insieme a me questa esperienza. Ti voglio bene!

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12 COMMENTS

  • Michela

    Molto interessante provare questa esperienza per cercare di capire e provare a più affondo questa disabilità oltre ai propri sentimenti e reazioni durante questo percorso

  • M.Claudia

    Grazie per avermi fatto conoscere l’esistenza di questo percorso, che apre la mente su una diversa prospettiva di interpretare la vita.

  • Sheila

    Avevo già sentito parlare di questo percorso qualche tempo fa ma alla fine non avevo mai potuto partecipare

  • Isabella

    Penso che sia un percorso importante da fare, che apre la mente e ci mostra una condizione di vita diffrente dalla propria. Però devo amettere che sarei un pò spaventata a farlo, io sono una di quelle persone che inciampa nei suoi piedi e ha le così dette “mani di pasta frolla”.

  • Sara Bontempi

    Un’esperienza che dovremmo fare tutto, ora mi informo per bene e lo voglio fare anch’io!

  • Zelda

    Che bella questa esperienza, vorrei assolutamente provarla.

  • amalia Occhiati

    Un articolo molto bello e vero. Una bella esperienza davvero. Riconosco che per i non vedenti sia difficile, ma come noi vediamo con la vista loro vedono con gli alri sensi che a noi ormai sono diciamo dormienti.

  • Ervea

    Anche se non ci sono mai stata conosco questa struttura, ne avevo sentito parlare in televisione. Io avrei un po’ paura e d’ansia perché io e il buio non andiamo particolarmente d’accordo. Tuttavia penso che sia una esperienza che bisogna fare.

  • mary pacileo

    interessante questo percorso, secondo me può regalare tante emozioni che nemmeno immaginiamo

  • Sara

    Sicuramente è stata un’esperienza bellissima e che ha insegnato tantissimo! Io non conoscevo però vorrei tantissimo andarci.

  • Francesca Maria

    Grazie per avermi fatto scoprire questa relatà che non conoscevo, una validissima iniziativa =)

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